Il settore vitivinicolo ha visto l’introduzione di nuove normative relative alla dealcolazione del vino. A partire dal Decreto Ministeriale (DM) 20 dicembre 2024, l’Italia ha reso possibile la produzione di questi vini, inclusi quelli biologici, con il recente Reg. (UE) 2025/405. Se è sicuramente vero che la dealcolazione del vino sta diventando una pratica sempre più richiesta, tuttavia il nuovo regolamento non riesce a fare del tutto chiarezza. Riassumiamo di seguito gli aspetti chiave:
Definizioni Fondamentali
- Vino “Dealcolato”: titolo alcolometrico non superiore a 0,5% vol.
- Vino “Parzialmente Dealcolato”: titolo alcolometrico tra 0,5% vol. e 8,5%-9% vol., a seconda della zona viticola.
Vini Esclusi e Modalità di Produzione
Le operazioni di dealcolazione sono possibili per vini fermi, spumanti e frizzanti, ma non per IGT, DOC e DOCG. Per i vini biologici, è possibile produrre solo vini dealcolati, mentre quelli parzialmente dealcolati non sono ammessi.
Siti e Metodi di Dealcolazione
Le operazioni devono avvenire in stabilimenti autorizzati, separati da quelli destinati alla produzione di altri prodotti vitivinicoli. I metodi di dealcolazione consentiti includono l’evaporazione sottovuoto, le tecniche a membrana e la distillazione (incluso lo Spinning Cone Column, SCC). Per i vini biologici, sono ammessi solo metodi delicati, con temperature sotto i 75°C e filtri superiori a 0,2 micrometri.
Utilizzo dei Sottoprodotti
I sottoprodotti della dealcolazione, come il bioetanolo o il distillato di vino, devono essere trattati secondo le normative fiscali applicabili all’alcol.
Etichettatura e Responsabilità
L’etichetta deve riportare la dicitura “dealcolato” o “parzialmente dealcolato”, insieme alla categoria del vino di partenza e al termine minimo di conservazione (TMC) per i vini con alcol inferiore al 10% vol. La responsabilità delle operazioni di dealcolazione è affidata a un enologo o tecnico qualificato.
Proposte per il Settore
Il tavolo tecnico della filiera vitivinicola sta discutendo modifiche normative per semplificare le operazioni e la gestione dei sottoprodotti, facilitando anche la possibilità di dealcolazione all’interno degli stabilimenti enologici. Questi sviluppi offrono nuove opportunità nel mercato del vino a bassa gradazione alcolica, rispondendo a una domanda crescente di prodotti innovativi e adatti a consumatori attenti alla salute.
Per maggiori dettagli:
Bared da anni segue la via della dealcolazione, con impianti compatti, efficienti ed economici grazie all’utilizzo di membrane uniche!