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Filtrazione fecce: il sistema statico che recupera valore in cantina
01/09/2026

Le fecce non sono solo un residuo di lavorazione ma rappresentano un prodotto di valore che può essere recuperato. Il problema è farlo in modo efficiente: l’elevata presenza di solidi, la variabilità della matrice e la necessità di limitare tempi, consumi e interventi dell’operatore rendono la filtrazione delle fecce una delle sfide più complesse da affrontare.

Bared ha superato questa criticità ideando un sistema statico di separazione per depressione, basato su supporti filtranti ceramici porosi. Una tecnologia brevettata pensata per lavorare fecce di vino e mosto, fondi di chiarifica, fecce di flottazione e altri liquidi con un contenuto elevato di solidi sospesi.

 

Perché la filtrazione delle fecce è una fase critica

 

Nelle fecce si concentrano lieviti, particelle, residui di chiarifica e altre sostanze solide. Questa composizione non è uniforme: cambia in funzione del prodotto, del processo enologico e del momento della campagna. Di conseguenza, un sistema adatto a un vino già chiarificato non è necessariamente efficace su una matrice molto carica.

Le tecnologie che richiedono un prepannello o coadiuvanti possono aggiungere fasi di preparazione, movimentazione e smaltimento. Anche la necessità di prefiltrare il prodotto o mantenerlo costantemente omogeneo può aumentare la complessità operativa. Il punto, quindi, non è solo ottenere un filtrato: è recuperare prodotto con un processo sostenibile per l’organizzazione della cantina.

 

Come funziona il filtro statico per fecce Bared

 

Il principio è semplice da descrivere, anche se la sua realizzazione richiede un controllo preciso del processo.

  1. Alimentazione: il prodotto viene inviato al filtro senza uno stadio di prefiltrazione previsto dal sistema.
  2. Depressione: si genera una differenza di pressione necessaria ad attirare il liquido verso i supporti filtranti.
  3. Separazione: la frazione liquida attraversa il materiale ceramico poroso; i solidi in sospensione restano sulla superficie esterna del support filtrante.
  4. Controllo della portata: impulsi di backwash aiutano a limitare l’accumulo sulla superficie e a mantenere più stabile il ciclo.
  5. Scarico: al termine del processo, il residuo concentrato viene evacuato come scarto di lavorazione.
  6. Automazione: PLC e touch-screen gestiscono le fasi operative, dal ciclo di filtrazione al lavaggio, riducendo la necessità di presidio continuo.

 

“Statico” non significa quindi lento o manuale bensì indica il principio di separazione.

Se qualcosa non è chiaro e vuoi approfondire, richiedi subito il link del video. Nel video operativo è possibile osservare il filtro durante la lavorazione e la gestione del residuo. Le immagini rendono immediato ciò che una scheda tecnica descrive solo in parte.

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Cosa rende innovativa la tecnologia brevettata

 

L’innovazione nasce dall’integrazione tra geometria del sistema, supporti ceramici porosi, gestione della depressione, backwash e automazione. L’obiettivo non è aggiungere un altro passaggio alla linea, ma semplificare una lavorazione tradizionalmente critica.

Per il cliente questo si traduce in una proposta concreta: trattare prodotti difficili senza ricorrere a coadiuvanti di filtrazione, senza uno stadio preliminare previsto e con un ciclo governato automaticamente. Il risultato atteso è un filtrato di prima qualità e un residuo finale molto concentrato.

 

Capire il principio di funzionamento è il primo passo. Il secondo è valutare come questa tecnologia si traduce nell’operatività quotidiana: quali matrici può trattare, quali vantaggi offre e quale taglia è coerente con i volumi della tua cantina.

 

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